Università degli Studi di Napoli Federico II

Facoltà di Medicina e Chirurgia

Dipartimento di Patologia Sistematica

Sezione di Dermatologia

Facoltà di Medicina Veterinaria

Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie

Sezione di Clinica Medica

AMBIENTE  ANIMALI  E  CUTE

CORSO TEORICO PRATICO

6-7 dicembre 2002

 
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FOTOGRAFIA  SUBACQUEA

M. Simonacci, F. Finucci, R. Ridolfi

U.O. Dermatologia Ospedale di Macerata – ASL 9 - Marche

Gli sport subacquei, oggi alla portata di tutti, sono sempre più praticati e numerosi sono coloro che vogliono riportare in superficie le immagini o i momenti vissuti nelle profondità marine.

Fotografare sott’acqua non è così semplice come fotografare in superficie con una macchina automatica, ma neanche così complesso.

Bisogna innanzi tutto essere dei buoni subacquei, avere in altre parole una sufficiente conoscenza dell’ambiente marino nonché dimestichezza con le attrezzature utilizzate.

Il cammino del fotografo subacqueo è lungo e coronato da numerosi insuccessi. Richiede pazienza, competenza e perseveranza.

La luce

Nel passaggio aria-acqua la luce solare subisce delle modificazioni conseguenti a tre fenomeni fisici quali la riflessione sulla superficie, l’estinzione progressiva con il procedere verso la profondità e la diffusione dovuta alle particelle in sospensione.

Conseguenza diretta di questi fenomeni è l’assorbimento selettivo dei colori, in altre parole la loro perdita. Più si va in profondità, più gli oggetti perdono il loro colore.

Il primo a scomparire, dopo pochi metri, è il colore rosso, poi l’arancione, il giallo ed infine il blu.

Per questo motivo è necessario per la fotografia in profondità l’utilizzo di lampeggiatori (flash).

Dal punto di vista pratico, pertanto, il tempo di otturazione consigliato è di 1/60, in altre parole un tempo sufficientemente rapido per evitare le immagini mosse e sufficientemente lento per captare la poca luce presente. Per quanto riguarda la sensibilità della pellicola si consiglia 50 ISO per le macro con il flash, 100-400 ISO per le foto ambientali.

 

Attrezzature

Le attrezzature fotografiche utilizzabili sott’acqua sono di due tipi : apparecchi anfibi ed apparecchi terrestri in custodia stagna.

I primi sono generalmente più compatti e leggeri. Sono dotati di ottica fissa, (35 mm.), esclusa la Nikonos che dispone di un ottica intercambiabile ed è possibile installare aggiuntivi ottici (macro).

Lamentano però quasi tutti la mancanza di visione Reflex, sono in altre parole soggetti all’errore di Parallasse (sfasamento esistente tra l’immagine osservata nel mirino e quella che arriva realmente alla pellicola).Esempi di apparecchi anfibi sono : Motor Marine II EX, Motor Marine MX-10, Nikonos V, Nikonos RS (reflex).

Le custodie stagne (costruite in lega di alluminio o materiali plastici molto leggeri) offrono numerosi vantaggi perché permettono una visione reflex, hanno un’estesa gamma di obiettivi, permettono l’uso dei moderni e sofisticati automatismi e ,cosa molto importante, la possibilità di utilizzare la propria attrezzatura terrestre. Alcuni esempi : Nimar, Ikelite, Subal, Acquatica, Sealux, Sea & Sea, Igloo Underwave.

 

Obiettivi

Gli obiettivi utilizzati sono:

  • Grandangolari: generalmente utilizzati per le foto ambientali 14-28 mm.

  • Focali intermedie: perfette per le fotografie di animali 35-70 mm.

  • Obiettivi macro: per apparecchi reflex 60-100 mm. Per apparecchi non reflex: tubi di prolunga e lenti addizionali.

 

Flash

Per quanto riguarda i flash due sono le cose da tenere in considerazione :

  • Numero Guida: corretto valore del diaframma a 1 mt di distanza dal soggetto, con una pellicola da 100 ISO.

  • Funzioni TTL : la quantità di luce è automaticamente calcolata da una cellula esposimetrica incorporata nell’apparecchio.

Attualmente tutti gli apparecchi sono dotati di funzioni TTL.

 

Manutenzione delle attrezzature

  • Controllo degli O Rings (guarnizioni di gomma)

  • Non lasciare lo spinotto del flash avvitato troppo a lungo

  • Risciacquare le attrezzature in acqua dolce dopo ogni immersione

  • In caso di mancato utilizzo togliere le pile e lasciare l’apparecchio semiaperto.

  • In caso di allagamento dell’apparecchio smontare rapidamente le parti e togliere le pile. Immergere l’attrezzatura in acqua dolce e poi nell’alcool, lasciare asciugare, provare se funziona e spedire a un riparatore in caso negativo.

  • Non lasciare mai l’apparecchio sotto il sole prima di immergersi

 Manuali                

  • La fotografia subacquea : Michel Pakiela – Mursia

  • Tecnica della fotografia subacquea : Massimo Clementi – Cesco Ciapanna Ed.

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