Università degli Studi di Napoli Federico II

Facoltà di Medicina e Chirurgia

Dipartimento di Patologia Sistematica

Sezione di Dermatologia

Facoltà di Medicina Veterinaria

Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie

Sezione di Clinica Medica

AMBIENTE  ANIMALI  E  CUTE

CORSO  TEORICO  PRATICO

6-7 dicembre 2002

 
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IL MONDO ANIMALE NELLA

FORMULAZIONE DEI COSMETICI

L. Rigano

Laboratori  L. Rigano – Milano

 

Ragioni d’uso dei derivati animali in cosmetica

Le ragioni attuali d’impiego dei derivati animali in cosmetica sono molte e complesse.

La tradizione

Nella sua ricerca di sostanze dall’ambiente che lo circondava, l’uomo non ha potuto fare a meno di considerare gli animali come una sorgente di sostanze elaborate e simili a quelle della sua fisiologia. Sia per l’alimentazione sia per la risoluzione di problemi legati alle proprie patologie che per il mantenimento, cura e modifica del proprio aspetto.

Rospi vivi impiegati nelle malattie della pelle, lumache tritate per lottare contro le irritazioni, gli usi ancestrali. Poi, i sottoprodotti derivati dall’alimentazione, quali i grassi animali. Impieghi derivati certo dall’osservazione diretta e casuale di benefici reali, in un mondo senza disponibilità di sintesi chimica controllabile dagli umani.

La tradizione d’impiego è passata indenne attraverso i secoli. La scoperta accidentale che il grasso colante dalle carni arrostite, caduto sulle ceneri potassiche del legno, produceva un detergente efficace, il sapone, ha prodotto effetti duraturi fino al nostro millennio.

La fusione degli alveari in acqua per ricavarne tutto il miele ha rivelato le proprietà emulsionanti della cera d’api, per citare sostanze ancora oggi in uso.

La complessità di sintesi

Tutti i derivati animali ancora oggi in uso in cosmesi sono miscele complesse di molecole (o di loro derivati) difficili da riprodurre sinteticamente. Come per tutti i derivati dal mondo organico, il corteo degli accompagnanti dell’eventuale ingrediente principale è un sistema di sostanze polifunzionali, unico e irripetibile a costi accessibili. Si tratta quasi sempre di macromolecole, ottenibili con molti passaggi e scarsa resa per via sintetica o non esistenti nel mondo vegetale.

La combinazione ottimale di sostanze

Spesso il complesso di ingredienti derivati da animali costituisce un unicum con proprietà speciali. Pensiamo ad esempio alla lanolina, con proprietà auto-emulsionanti (le emulsioni sono da sempre un’aspirazione dell’uomo, circondato in natura da molti esempi meravigliosi quali il burro e il latte) ed emollienti uniche, alla propoli, il primo battericida naturale, alle secrezioni odorose di certi animali.

La derivazione dalla catena alimentare

Nella ricerca di nuove applicazioni dei materiali di scarto disponibili dalla macellazione di animali per la propria alimentazione, sono nati tutti i derivati proteici usati in cosmetica, così utili per la protezione e l’idratazione cutanea. Anche i grassi hanno subito la stessa sorte quando eccedenti rispetto al fabbisogno. La scoperta di ingredienti e attività speciali in questi prodotti ha portato all’impiego delle ceramidi, ad esempio.

La comunicazione al consumatore

In altri tempi, e in certi casi ancora oggi, alcune sostanze animali erano considerate pregiate e trasmettevano un senso di lusso o di funzionalità estrema: la lanolina fu per anni l’ingrediente di spicco delle creme mani o dei lenitivi per bambini; l’olio di visone evocava, dalle bottiglie di shampoo, lucentezze lussuose mentre l’uovo rinforzava e nutriva il fusto capillare negli shampoo all’uovo e rum. Che dire poi dell’elastina, un nome che è una garanzia di funzionamento restitutivo?

La disponibilità di luogo

I derivati animali sono stati e sono disponibili esattamente là dove tali animali sono allevati o cacciati, senza necessità di lungo trasporto dal luogo di preparazione a quello di impiego.

Le necessità alimentari dell’essere umano hanno fatto in modo che dove esistessero comunità umane, là si trovavano derivati animali facilmente elaborabili.

 

Le principali categorie di ingredienti

Vediamo le più importanti categorie di prodotti usati oggi in cosmetica e il ruolo occupato in esse dai derivati animali, insieme alle loro fonti e funzioni cosmetiche principali.

  • Grassi, cere e lipidi vari

  • Sego bovini lipide per saponi e condizionanti

  • Squalene cetacei emolliente per creme

  • Cera d’api api emulsionante, fattore di consistenza, filmogeno

  • Lanolina ovini emulsionante emolliente, intermedio di sintesi

  • Olio di visone visone emolliente

  • Spermaceti cetacei coemulsionante, fattore di consistenza, protettivo

  • Olio di emu uccelli emolliente

  • Olio di struzzo uccelli emolliente

  • Omento suini, bovini lenitivo, anti-irritante, cicatrizzante

Nell’epoca della BSE, Il sego e tutti i sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano sono stati regolati dalle leggi CEE, la più recente pubblicata sulla GUCE del 10.10.02. che stabilisce norme restrittive all’inizio della catena produttiva e trattamenti speciali prima dell’eventuale impiego. Il sego è ampiamente utilizzato oggi per la produzione di saponi e altri tensioattivi. La cera d’api rimane un ingrediente d’elezione per i prodotti di make-up e per emulsioni tradizionali (cold cream). Suoi derivati etossilati hanno proprietà stabilizzanti più elevate. La lanolina è utilizzata, dopo frazionamento, per produrre alcoli, esteri, acidi cere ed emulsionanti. In alcuni casi si spinge la sua purificazione (da erbicidi e pesticidi) fino a ridurre l’incidenza di reazioni allergiche. Lo squalene, base per l’idrogenazione a squalano, lipide saturo emolliente e non occlusivo, si estrae ormai dagli oli vegetali. Sta per essere inoltre sostituito dai polideceni puri di sintesi.

In questo gruppo gli altri ingredienti hanno ormai scarso interesse. Oli di emu e struzzo sono usati solo in Australia e Far-East, l’olio di visone subisce l’ostracismo delle pellicce.

Solo l’omento sembra avere realmente proprietà cicatrizzanti.

Ingredienti "ottici"

  • Guanina crostacei perlante

  • Carminio insetti colorante

La guanina rappresenta la cosiddetta perla naturale, sottoprodotto della lavorazione delle aringhe. La sua disponibilità è sempre più scarsa la resa perlante così bassa che si usa solo in smalti per unghie perlati. Il carminio, ottenuta una volta per spremitura della cocciniglia, viene oggi più semplicemente ottenuto per fermentazione di batteri transgenici.

Proteine e Idrolizzati proteici

  • Conchiolina crostacei protettivo

  • Sericina insetti anti-irritante. filmogeno

  • Collagene bovini, suini protettivo, idratante

  • Elastina bovini protettivo, idratante

  • Cheratina bovini, suini anti-irritante in detergenti

  • Collagene marino pesci protettivo

  • Caseina bovini tensore

Ormai travolti dall’ondata animalista e dalla paura della BSE, stanno lentamente scomparendo dal mercato. Un peccato per le proprietà idratanti possedute dal collagene e altre macromolecole e per la capacità anti-irritante dei loro idrolizzati. La proteina della perla è usata prevalentemente come ingrediente esotico.

Fibre

  • Capelli umani campione di prova

  • Setole suini spazzolini

  • Peli di visone felini pennelli

  • Pelo di yak bovini campione di prova

Ebbene sì, capelli umani. Sono usati in laboratorio per controllare e sviluppare tinture per capelli, come supporto semplice e riproducibile. I più famosi gli "italian virgin hair". Si tratta di capelli che hanno subito solo processi di lavaggio nel corso della loro esistenza e poco esposti al sole. Peli di yak si usano allo stesso scopo perché più riproducibili e abbondanti. Sono praticamente bianchi e meno rovinati di quelli di possibili donatrici. Peli di visone, cinghiale e setole si usano in spazzole e pennelli per l’applicazione del make-up.

Ingredienti odorosi

  • Musk capriolo

  • Zibetto felini

  • Ambra grigia capodoglio

  • Castoreum castoro

Usate in composizioni profumate come note di fondo, danno equilibrio e omogeneità allo sviluppo del profumo e rallentano l’evaporazione di diversi ingredienti.

Agglomerazioni di ambra grigia si trovano nello stomaco dell’1% dei capodogli, e poi sulle spiagge tropicali. Al 3% in alcool, rinforza le note floreali, a dosi più alte dà note "ambrate" tabacco, animali, orientali e calde. Il castoreum, secrezione destinata a impermeabilizzare la pelliccia dei castori, dà note tipo cuoio. Lo zibetto, estratto dalle ghiandole di autodifesa della Viverra, ha odore animale, fecale, potente. Il musk è la secrezione odorosa dell’epoca sessuale nel maschio di un piccolo capriolo. La specie è in via d’estinzione.

Polimeri complessi

  • Acido jaluronico uccelli

  • Chitina crostacei

  • Placenta bovini

  • Xanthan gum batteri

  • Beta glucano lieviti

L’acido jaluronico si può proprio definire il principe degli idratanti. Malgrado il suo alto costo. E’ la dimostrazione che quando la percezione di alta efficacia è paragonabile ai valori sperimentali ottenuti, il successo è garantito. Oggi sono ormai lasciate stare le creste di gallo e si ottiene meglio per fermentazione batterica. La chitina, da gusci di crostacei è la base di partenza per il chitosano, derivato solubile. Sono dimostrate le sue proprietà cicatrizzanti e lenitive, oltre a quelle del miglioramento della superficie dei capelli durante e dopo la detersione. La placenta è ormai morta per l’impiego cosmetico, mentre appaiono crescenti i frutti di specie che forse non si potrebbero definire animali, i batteri e i lieviti. Danno polimeri idrofili idratanti, protettivi e stabilizzanti delle emulsioni.

Emulsionanti

  • Lecitina da uovo

  • Lanolina

L’unico importante è la lanolina già descritta. Assorbe fino al 400% del proprio peso in acqua. Peccato che sia poi untuosa e appiccicosa. Ha, come tale, usi tradizionali. Al suo contenuto in steroli si attribuiscono proprietà lenitive.

Ingredienti speciali

  • Latte (di mucca, di capra)

  • miele

  • DNA

  • Pappa reale

  • Propoli

  • Ceramidi

L’unica rilevante la propoli, da una lunga tradizione di effetti battericidi e cicatrizzanti, secondo l’esperienza russa nell’ultima guerra mondiale. I suoi rischi di indurre allergie dipendono dal tipo di alberi che circonda gli alveari. Non sono dimostrati i benefici cosmetici per le altre sostanze (se applicate sulla pelle) ma sicuramente l’impatto psicologico per il consumatore può essere interessante. Le ceramidi animali hanno aperto la strada alle loro sorelle di sintesi, visto che si estraevano dai cervelli bovini. Un impiego nuovo del DNA (umano?) sembra la produzione di frammenti destinati a stimolare la melanogenesi, con un meccanismo che mima la riparazione dei danni cellulari dopo esposizione UV, mediata da frammenti di DNA.

Tessuti per Prove di innocuità

  • Occhio bovino bovini

  • Colture cellulari umani

  • Strato corneo umani, suini

  • tossicità vari

  • Uovo fecondato gallina

  • Linfonodi topo

Un ramo in cui i derivati animali hanno dato per anni una mano agli umani sono state le valutazioni di innocuità. Si calcola tuttavia che solo lo 0.2% di tutti gli animali utilizzati per scopi scientifici sia impiegato per la sperimentazione cosmetica. Ormai vietata per i prodotti finiti e ancora in discussione per le materie prime, almeno in Europa. Le colture cellulari sembrano per ora dare risultati interessanti, ma ancora da raffinare. Nella CEE si sono sviluppate già quattro prove di tossicità validate che escludono l’uso di animali.

 

Le tendenze attuali

Beauty without cruelty, il motto degli anni ’90. Questa iniziale voce di protesta ha finito per invadere il mondo del voluttuario e necessariamente del cosmetico, in un mondo in cui è il consumatore a decidere gli orientamenti aziendali. Cessata la funzione comunicativa dei derivati animali, sono rimaste le sostanze veramente efficaci e le più economiche. Le specie protette hanno tolto alcune fonti, mentre la giardinificazione del mondo riduce sempre più il numero di animali selvatici. La rarità e l’approvvigionamento aleatorio sono diventati un vero ostacolo all’impiego industriale.

 

Il futuro

Oltre il 50% della popolazione mondiale si dichiara ormai vegetariano e molti di più hanno sviluppato un interesse empatico per gli animali a sangue caldo e le specie a rischio. Il motto inglesizzante "non testato su animali" si è così diffuso da richiedere una regolamentazione per il suo impiego. Le fobie di contaminazione genetica hanno fatto il resto. La raffinatezza delle sintesi chimiche, prodotta da questo stato di necessità, sta aumentando il numero di molecole complesse, disponibili in maniera riproducibile e non contaminata. Lo sviluppo delle produzioni vegetali come fonte di nuove molecole per tali sintesi si svilupperà quindi più fortemente di quanto stia accadendo. Ma le terre coltivabili sono in rapida diminuzione. Che fare? La crescente importanza delle biotecnologie sta mostrando all’orizzonte il nostro inevitabile futuro: basta produrre proteine con costosi metodi, in cicli che dal concime passano all’erba e poi agli animali !!! I batteri sono più semplici e plasmabili. Gli aspetti antieconomici del sistema tradizionale sono ormai evidenti. Cessate le fonti animali, cesserà probabilmente ogni forma di crudeltà nei loro confronti. E passeremo finalmente alla biosintesi cosmetica. Un modo nuovo di formulazione animal friendly. Con buona pace per gli zibetti.

 

Bibliografia

Brand-Garnys E.E, van Dansik P, Brand H.M.

PEG 8 beeswax from hive to high performance

SÖFW Journal 2002; 128: (7) 29-31

 

Orr S. Lanolin

demitolgised 

Personal care 2001; (1) 65-9 XXVII Direttiva CEE 2002

 

Tandoi C. 

Materie Prime naturali di origine animale

Pubblicazione M&M Fragrances – Milano 2002

 

 
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