Università degli Studi di Napoli Federico II

Facoltà di Medicina e Chirurgia

Dipartimento di Patologia Sistematica

Sezione di Dermatologia

Facoltà di Medicina Veterinaria

Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie

Sezione di Clinica Medica

AMBIENTE  ANIMALI  E  CUTE

CORSO  TEORICO  PRATICO

6-7 dicembre 2002

 
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SCABBIA ED ECTOPARASSITI :

ASPETTI DERMATOLOGICI

G. Leigheb

Clinica Dermatologica

Università degli Studi del Piemonte Orientale A. Avogadro

Novara

La scabbia che riconosce come agente eziologico il Sarcoptes scabiei hominis è una parassitosi obbligata dell'uomo. Le pseudoscabbie rappresentano entità cliniche ove l'uomo è ospite occasionale di acari che generalmente infestano gli animali, quali Sarcoptes scabiei canis, Notoedres cati, S. scabiei equi, S. scabiei cuniculi.

In Europa la scabbia è ancora una delle più importanti parassitosi dell'uomo, ciò a causa della sua alta frequenza e delle implicazioni sociali che essa comporta.

Le cause della persistenza della scabbia, nonostante l'apparente stato di buona salute della popolazione sono riportate qui di seguito:

  • Foci endemici, localizzati in comunità quali scuole, campi profughi, campi nomadi, cliniche di riabilitazione dalla tossicodipendenza, residenze per anziani, ospedali, ecc.

  • Casi sporadici di pazienti in cui non è stata posta la corretta diagnosi o che non sono stati correttamente trattati. Per quanto concerne la mancata diagnosi occorre tener conto di forme con manifestazioni cliniche atipiche o paucilesionali in cui è difficile dimostrare la presenza del parassita; inoltre, spesso alla corretta diagnosi segue una terapia con scarsa compliance da parte del paziente .Tale gruppo di pazienti rappresenta la principale causa di recidive e di diffusione della parassitosi.

  • Resistenza di parassiti ai classici antiparassitari utilizzati il che richiederebbe una terapia prolungata, eventuale con associazione di più antiscabbici soprattutto nel caso di ceppi provenienti dall'area caraibica.

  • Scabbia importata da immigrati, in particolare provenienti da Nord Africa, Albania, Europa dell'Est, Asia e America Centrale e Meridionale.

  • L'incubazione dura mediamente 10-20 giorni ma non sono eccezionali periodi più lunghi.

Lesione elementare della scabbia è rappresentata dal cunicolo, (sottile galleria lunga 3-10 mm). Questo viene scavato a livello dello strato corneo dell'epidermide dall'acaro femmina che vi depone le uova (alcune decine al giorno). Le larve neonate escono dal cunicolo e successivamente si trasformano in ninfe da cui originano infine, maschi e femmine adulti in grado di accoppiarsi.

I cunicoli variano da 5 a più di 20. Altre lesioni riscontrabili sono rappresentate da: papule, vescicole, noduli. Sedi elettive sono rappresentate da spazi interdigitali delle mani, polsi, gomiti, pilastri ascellari, regioni glutee, pube. Nel bambino e nel lattante si osserva particolare tropismo per le regioni palmo-plantari. Il cunicolo può essere evidenziato mediante imbibizione deponendo al suo imbocco una goccia di inchiostro diluito con acqua.

L'acaro viene ricercato mediante taglio orizzontale dell'epidermide a livello del cunicolo effettuato col bisturi panciuto ed effettuando successiva macerazione con soluzione al 40% di KOH.

  • Le Pseudoscabbie colpiscono con maggior frequenza donne e bambini in ambiente domestico, nonché allevatori di animali e veterinari. Le lesioni da puntiformi a lenticolari sono eritemato-papulose o eritemato-pomfoidi, spesso centrate da crosticine ematiche, segno dell’aggressione da parte dell’acaro.

Gli elementi sono molteplici, spesso raggruppati; la loro sede di localizzazione rispecchia le modalità di contagio che può essere anche indiretto tramite sedie, divani, letti. Gli acari penetrano e si spostano facilmente anche sotto gli indumenti.

Diagnosi differenziale si pone sovente tra:

  • Prurigo, punture di insetti, forme di Pseudoscabbia. Importante nella differenziazione tra scabbie e pseudoscabbie sono: periodo di insorgenza della malattia, anamnesi positiva per la convivenza o il contatto occasionale con animali, risoluzione della sintomatologia con l’allontanamento dell'animale,e assenza di cunicoli.

Sostanze attive risultano:

Lindano all'1%, benzil-benzoato al 20%, Permetrina al 5% ed altri Piretroidi, Malathion al 0,5%. L'applicazioni dei topici deve essere ripetuta per tre notti successive, seguite da un bagno mattutino e da un secondo ciclo di terapia dopo una settimana. Il Benzil-benzoato e la Permetrina possono essere utilizzati anche nei bambini e nelle gravide a concentrazioni ridotte. In caso di manifestazioni avverse si utilizzano unguenti o paste contenenti zolfo al 3-4%, 3-4 applicazioni ogni 12 ore. Importante è anche la disinfestazione ambientale.

Nelle Pseudoscabbie si utilizza il Benzoato di benzile ma è fondamentale il trattamento dell'animale.

 

 
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